Burkini e bikini

Burkini e bikini

Burka, burkini, Islamismo e immigrazione

Assistiamo oggi a molte assurdita’, per lo piu’ utili al controllo delle masse.
Una di queste ultimamente e’ stata la presa di posizione di alcune prefetture del governo francese a proposito del costume indossato da alcune donne musulmane, chiamato burkini, e che copre completamente il corpo, lasciando fuori solo il viso, le mani e i piedi.

Credere che un tale approccio sia una difesa della liberta’ della donna, o dei valori occidentali, equivale a sviare la massa dal nocciolo vero del problema.

In realta’ anche da noi, non poi tanti anni fa, le donne si recavano in spiaggia quasi completamente vestite, basta poi fare un salto negli anni venti per avere un quadro ancora piu’ restrittivo della moda. Eppure allora nessuno gridava alla limitazione della liberta’ della donna.

I costumi cambiano, le mode anche e con esse anche la morale comune anche se non sempre allo stesso modo, nello stesso tempo e in tutti i posti del nostro mondo.

In realta’ in un processo normale questi cambiamenti vengono poco per volta assorbiti dalla popolazione con un graduale cambiamento di mentalita’ che normalmente inizia dalle nuove generazioni e con periodi in cui entrambe le realta’, prima e dopo il cambiamento, convivono.
A volte questi sono cambiamenti completamente indolori, a volte risentono di un tentativo di imporre lo status quo da parte delle generazioni precedenti, ma sono normalmente impossibili da fermare.

E’ stato cosi’ da noi per il divorzio, per l’aborto, per la moda, per il computer e per tante altre cose, forse non tutte positive, ma inevitabili per come il movimento di cambiamento e’ stato proposto dai poteri dell’informazione. Infatti tutto cio’ e’ sempre generato prima dalla carta stampata, dal cinema, dalla televisione e poi si inserisce nel tessuto sociale.
Insomma questi cambiamenti che sembrano spontanei in realta’ non lo sono proprio.
Non cadiamo quindi nell’illusione che noi siamo diversi perche’ abbiamo seguito un percorso di evoluzione che ci ha portato ad essere migliori. Sarebbe cosi’ se i cambiamenti avvenuti seguissero l’etica, o gli insegnamenti del Cristo, ma purtroppo non e’ cosi’.
Diciamo che, per esigenze di crescita economica ed industriale, si aveva bisogno di una societa’ meno selvaggia e piu’ ordinata e per ottenere cio’ si sono dovute concedere anche molte liberta’.
Come vediamo ora queste liberta’ vengono continuamente erose, cambiando costituzioni, regole del lavoro, leggi ed imponendo una schiavitu’ finanziaria.

Cosa accade quindi quando una popolazione che vive secondo uno standard diverso dal nostro non subisce quei passaggi graduali ai quali noi siamo stati sottoposti?
Questo e’ il problema dell’immigrazione.
Quando il volume di persone immigrate e’ basso e queste sono disperse sul territorio, le nuove generazioni crescono immerse in realta’ diverse ed iniziano ad assimilarne gli usi e i costumi, nel bene e nel male.

Quando invece l’immigrazione e’ massiccia, le persone tendono a stanziare in luoghi in cui la presenza dei loro simili per lingua, credo, abitudini, sia gia’ presente.
Si creano fondamentalmente dei ghetti in cui la paura di perdere la propria identita’, la discriminazione e le normalmente povere condizioni di vita, non permettono alcuna integrazione con la societa’ ospitante.
Si creano delle sotto-societa’, delle sotto-culture (rispetto a quella principale).
Ecco che le nuove generazioni vivono, per la maggior parte del tempo sotto il controllo delle stesse tradizioni e circondate da un sistema che rifugge ogni cambiamento e non hanno ne’ il potere ne’ gli stimoli per cambiare il loro stile di vita.

Ancora piu’ destabilizzante e’ la situazione in cui queste minoranze, localmente, tentano di imporre il loro sistema di credenze e le loro abitudini al paese che li ospita, arrivando, come ora, addirittura a pretendere che siano gli altri a dover cambiare.

A questo punto ecco che la violazione della liberta’ non avviene piu’ da parte del paese ospitante, ma da parte dell’ospite.
La pretesa che in Italia venga tolto il crocifisso dalle aule o che vengano cambiate le cerimonie tradizionali del Natale e della Pasqua, perche’ ritenute offensive da parte dei migranti musulmani, e’ un’assurdita’ che stupidamente accordiamo.
Qui sta il vero pericolo di una islamizzazione forzata dei nostri territori.
E questa tendenza e’ voluta dai poteri forti che vogliono de-Cristianizzare l’Europa.

La Francia e’ uno stato piu’ laico dell’Italia e questo fenomeno e’ iniziato gia’ da molto tempo.

Ritengo che ognuno debba essere libero di esprimere la propria fede e di vivere come meglio crede FINO A CHE NON LEDE LA LIBERTA’ ALTRUI!!

Tu sei libero di pregare verso la Mecca cinque volte al giorno, io sono libero di mettere un crocifisso nell’aula, se volete, poi, potete aggiungere un’immagine del Buddha. (I musulmani non venerano immagini).

La sicurezza nazionale impone di non avere il volto coperto nei luoghi pubblici, bene, vale per TUTTI, e’ una legge.
Io posso recarmi in spiaggia vestito da Superman con tanto di tuta e mantello, bene, allora altri possono farlo con il burkini, con il bikini o senza bikini (ove permesso).

Se mi dà fastidio posso voltarmi da un’altra parte o andarmene e questo vale per tutti, musulmani e non.
Se il nostro stato garantisce delle liberta’, le garantisce per tutti e tutti devono rispettarne le leggi, ma non si deve rinunciare alle PROPRIE LIBERTA’ in nome di un’assurda concezione di razzismo.

Questo vale anche per il concetto di crimine che in Italia viene diversamente valutato se commesso da un immigrato, creando le condizioni per un risentimento nei loro confronti, di un senso di impotenza da parte dei cittadini e di impunita’ e di sfacciataggine da parte degli immigrati.
Ovviamente tutto questo e’ voluto.

Chiedetevi quale sia lo scopo…
Perdita’ dell’identita’ nazionale e religiosa e aumento delle tensioni sociali.

Molti si lamentano del fatto che i paesi musulmani normalmente non siano tolleranti nei confronti dei cattolici e dello stile di vita occidentale.
Non vi piace? Non andate in quei paesi. Quella e’ la loro legge, se volete recarvi la, rispettatela.
Se non volete che gli immigrati musulmani abbiano la possibilita’ di comportarsi in certi modi, cambiate le vostre leggi, altrimenti accettate che la liberta’ che tutti abbiamo conquistato sia anche la loro, ma senza uccidere la propria.

L’immigrazione forzata e incontrollata, la ghettizzazione, il razzismo al contrario, sono gli abomini di questa situazione surreale.

Io personalmente non vedo nulla di buono ne’ nell’integralismo islamico, ne’ nel completo lassismo dei costumi di cui molto spesso soffre la nostra cultura Europea.
La giusta convivenza, come al solito si trova nel, buon senso e nel ben vivere di chi si trova vicino ad un equilibrio tollerante e dove amore e carita’ sono le parole chiave.

La liberta’ dovrebbe stare nella possibilita’ di essere diversi e di poter imparare da questa massa di persone buone e giuste.
Oggi funziona tutto al contrario.

Parlando poi di islamizzazione della societa’, questa e’ voluta dai poteri forti, per la perdita di potere subita dalla chiesa Cattolica.
In realta’ nel Medioevo, la chiesa Cattolica svolgeva le stesse funzioni di controllo delle masse, collusione con il potere e sottomissione con mezzi coercitivi violenti della donna e delle diverse fedi.
Stesso ruolo svolto oggi dall’Islam radicale.

Quindi, mentre nel tempo la chiesa Cattolica ha perso il suo potere e i suoi vecchi metodi sono divenuti inaccettabili per i suoi credenti, oggi l’Islamismo puo’ sostituirsi fornendo al potere un nuovo mezzo di controllo.

Se l’Islam e’ l’Anticristo, infatti il Corano dice “Allah e’ unico e non ha figlio” e quindi si nega la possibilita’ di un Cristo come figlio di Dio e quindi dell’essere umano come figlio di Dio, lo stesso Anticristo e’ rappresentato anche dalla chiesa Cattolica che non e’ assolutamente piu’ Cristiana dell’altra.
La negazione della nascita del Cristo come uomo, la negazione del ruolo sacro del femminile, tutto questo avvenuto modificando e censurando migliaia di testi.
La negazione del rapporto. diretto tra Dio e l’essere umano (perseguitando le cosiddette “eresie” Gnostiche), il copia e incolla di un antico testamento che nulla ha a che vedere con l’insegnamento del Cristo, tutto questo e’ anti-Cristico.

Quindi oggi vediamo il tentativo dei poteri forti di sostituire un Anticristo ormai fiacco ed esaurito con uno nuovo.
Non lamentiamoci dunque della perdita dei valori Cristiani, costruiamoli, perche’ ad oggi non si sono ancora espressi !!!

Se avessimo una societa’ basata sui veri valori Cristiani di amore, carita’, rispetto, empatia, etica…. Allora splenderemmo come un faro che tutto illumina e cambierebbe qualsiasi cosa con cui venissimo in contatto, perche’, la verita’ vera e’ inarrestabile.

In fondo chi ci guarda vede una societa’ corrotta, ambigua; persone che perseguono i propri interessi, che predicano una cosa e ne fanno un’altra, false, ipocrite.
Che diritto abbiamo di puntare il dito contro qualcuno e giudicare?

Se vogliamo salvare la nostra societa’, le liberta’ duramente conquistate, la possibilita’ di costruire finalmente una societa’ Cristiana ed etica, dobbiamo muoverci in fretta, cambiando i nostri governi, il modo in cui passivamente subiamo informazione (disinformazione) e smettere di guardare solo a noi stessi.
Le possibilita’ di ottenere cio’ diminuiscono velocemente insieme alle nostre liberta’, al condizionamento, al controllo alimentare, finanziario, dell’informazione.
Presto non restera’ nulla con cui combattere, saremo troppo distanti, frazionati, autistici.
Un milione di persone sole non conta nulla.
Un milione di persone insieme possono tutto.

Non lasciamoci distrarre dal nemico esterno, l’immigrato.
Il vero nemico e’ gia’ qui, da anni.
Gli abbiamo dato nomi diversi, ma e’ sempre dentro di noi e fuori di noi.